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sabato 21 febbraio 2009

La Galleria Sabauda


PALAIS DES BEAUX ARTS - BOZAR - Da Van Dyck a Bellotto
La collezione dei Savoia si è trasferita a Bruxelles dalla Galleria Sabaudia di Torino per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Raccoglie opere dal XV al XVIII secolo.
Oltre ai ritratti manieristici della famiglia reale di turno, molti paesaggi, temi religiosi e allegorici e nature morte. L'allestimento prevede poca luce e spazi tematici e cronologici. Ogni quadro è un romanzo, un trattato di filosofia, un vangelo o un'opera scientifica. C'è da perdersi in quei colori, in quell'attenzione scientifica al dettaglio naturalistico, architettonico, tecnico...

Un viaggio breve e intenso insieme alle mie amate radici!

lunedì 19 maggio 2008

De Bruegel à Rubens


Jan Bruegel il vecchio (1568-1625) era figlio di Pieter Bruegel il Vecchio, fratello di Pieter Bruegel il Giovane, padre di Jan Bruegel il Giovane e suocero di David Teniers (1610-1690). Fu anche zio di Jan Van Kassel ed ebbe tra i suoi allievi Abraham Govearts e Daniel Seghers. Contemporaneo e collaboratore di Pieter Paul Rubens (1577-1640), il quale ebbe come assistenti Jacob Jordens e Antoine Van Dyke (1599-1640).

I vincoli familiari e professionali di 4 generazioni di pittori fiamminghi spiegano il fiorire straordinario di un arte particolarmente apprezzata presso le corti e i potentati Rinascimentali. I capolavori di quell'epoca, molti dei quali, neanche a dirlo, appartengono alla British Royal Collection, sono esposti al Museo delle Belle Arti a Bruxelles.

L'esposizione e i suoi dipinti raccontano in maniera magistrale le storie, la società e i costumi di luoghi attraversati da guerre fratricide per ragioni di religione e di successioni. La maestria e l'attenzione al dettaglio tipica dell'arte fiammingha ci permette di vivere la mostra come una macchina del tempo, alla scoperta dell'anima del Belgio ante-litteram.



La Sfera delle Arti


"Tre ipotesi si dànno sugli abitanti di Bauci: che odino la Terra; che la rispettino al punto d'evitare ogni contatto; che la amino com'era prima di loro e con cannocchiali e telescopi puntati in giù non si stanchino di passarla in rassegna, foglia a foglia, sasso a sasso, formica per formica, contemplando affascinati la propria assenza."

Da "Le città invisibili" di Italo Calvino