Paris é il settimo film di Cédric Klapisch. La trama é un po' fragile e i pezzi del mosaico a volte si perdono ed é difficile ricomporli, ma la bravura di Roman Duris e di Juliette Binoche e la bellezza di Parigi sono indiscutibili. Il film avrebbe potuto essere più coraggioso nel denunciare il dramma dell'immigrazione, mentre la storia del ragazzo Camerounese che insegue l'immagine di una cartolina rimane ai margini del film... un film aneddotico ma piacevole nell'insieme. lunedì 28 aprile 2008
Mosaico Parigino
Paris é il settimo film di Cédric Klapisch. La trama é un po' fragile e i pezzi del mosaico a volte si perdono ed é difficile ricomporli, ma la bravura di Roman Duris e di Juliette Binoche e la bellezza di Parigi sono indiscutibili. Il film avrebbe potuto essere più coraggioso nel denunciare il dramma dell'immigrazione, mentre la storia del ragazzo Camerounese che insegue l'immagine di una cartolina rimane ai margini del film... un film aneddotico ma piacevole nell'insieme. sabato 26 aprile 2008
25 APRILE
Un omaggio alla resistenza (ora e sempre...)"Lo avrai camerata Kesserling il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi non con i sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non con la terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non con la neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non con la primavera di queste valli che ti vide fuggire ma soltanto con il silenzio dei torturati più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi con lo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza."
Piero Calamandrei
lunedì 14 aprile 2008
ELEZIONI POLITICHE 13-14 APRILE 2008
GOOD NIGHT, ITALIA...
L'Italia e gli Italiani hanno scelto la propria direzione almeno nei prossimi 5 anni.
La direzione é chiara:
Verso l'affarismo e l'illegalità (incarnata da Forza Italia);
Verso l'egosimo e il bieco razzismo (incarnato dalla Lega);
Verso l'autoritarismo e il populismo (incarnato da Alleanza Nazionale e la lista Mussolini).
La direzione é chiara:
Verso l'affarismo e l'illegalità (incarnata da Forza Italia);
Verso l'egosimo e il bieco razzismo (incarnato dalla Lega);
Verso l'autoritarismo e il populismo (incarnato da Alleanza Nazionale e la lista Mussolini).
domenica 6 aprile 2008
Appesi ad un filo verso Table Mountain
29 marzo: ultimo giorno in Sud Africa. Di nuovo al Water Front. Visitiamo il centro Victoria's Wharf. Mangiamo cucina Malai e poi la sera ci accomiatiamo dalla città e dal paese salendo con la funicolare a Table Mountain: la montagna che inesorabilmente separa le varie parti della città e che ha rappresentato il nostro punto di riferimento geografico da viaggiatori spaesati.
La funicolare sale vorticosamente girando su se stessa fino al punto più alto della montagna (1067 metri) e ci da le vertigini. Dall’alto si vede tutto: la città, l’oceano, le montagne, le baraccopoli, le spiaggie, il sole... il Sud Africa che abbiamo visitato.
La funicolare sale vorticosamente girando su se stessa fino al punto più alto della montagna (1067 metri) e ci da le vertigini. Dall’alto si vede tutto: la città, l’oceano, le montagne, le baraccopoli, le spiaggie, il sole... il Sud Africa che abbiamo visitato.
Il viaggio tramonta a Table Mountain.
Un pomeriggio in paradiso
28 marzo: visitiamo un altro quartiere “Beverly Hills” di Città del Capo: il Water Kant. Ville colorate con giardini rigogliosi. Il tutto dietro mura, filo spinato, ringhiere con punte aguzze, Armed Response. Il problema della sicurezza è onnipresente. La comunità dei privilegiati si sente minacciata da quel 50 % della popolazione, che non solo non arriva agli stessi livelli di benessere, ma vive in situazione di povertà estrema nelle baraccopoli ai margini delle città (le cosiddette “townships”).

Nel pomeriggio andiamo ai Giardini Botanici di Kirstenbosch, tra i più gradi e i più belli al modo. Passeggiamo attraverso i giardini delle piante medicinali, i giardini delle piante in pericolo di estinzione, i giardini delle erbe aromatiche, e ci colpiscono i giardini delle piante estinte... piante che non vedremo probabilmente in nessun altro luogo. Pic nic sul prato con gli amici "aussie"
La sera al Miller’s Thumb. Ci accorgiamo che non ci sono clienti neri, e neanche camerieri…politica della casa?
Nel pomeriggio andiamo ai Giardini Botanici di Kirstenbosch, tra i più gradi e i più belli al modo. Passeggiamo attraverso i giardini delle piante medicinali, i giardini delle piante in pericolo di estinzione, i giardini delle erbe aromatiche, e ci colpiscono i giardini delle piante estinte... piante che non vedremo probabilmente in nessun altro luogo. Pic nic sul prato con gli amici "aussie"La sera al Miller’s Thumb. Ci accorgiamo che non ci sono clienti neri, e neanche camerieri…politica della casa?
FINIS TERRAE!!!

27 marzo: Riproviamo a raggiungere il Capo di Buona Speranza: il punto più estremo del continente africano, il punto in cui i due oceani si incontrano e si confondono.
Attraverso il percorso di Chapman’s Peak e attraverso il Table Mountain National Park. Struzzi, antilopi, babbuini, oltre che dei panorami da “FINISTERRAE”…
La sera con gli occhi pieni di immagini mangiamo con gli amici “aussie” a Masala Dosa, il cui motto è "SAVE THE EARTH: EAT CURRY”.
La Città degli schiavi
Il 26 marzo, dopo essersi liberati di un peso esistenziale che ci ha accompagnato per tutto il viaggio, passeggiamo per la città con un cuore più leggero. Riefqah ci fa da Cicerone e ci insegna le effigie rimaste della storia della schiavitù e dell’emancipazione delle comunità sottomosse: The Slavery Lodge (oggi museo), la targa del luogo dove avvenivano gli scambi di “esseri umani”, e il Board of Executors (la prima borsa, il mercato finanziario costituito proprio per ripagare i proprietari e commercianti in schiavi della perdita del loro bene di scambio principale). A mangiare a Ms Pickwick’s: sembra un Eramus mundi… siamo con spagnoli, australiani di orgine cinghalese, indiana, sudafricana, irlandese, cilena e americani di orgine cinese.
A strapiombo tra i due oceani
25 marzo: visitiamo il Water Front, la zona più turistica. Sembra di stare a Miami. Si vedono le infrastrutture portuali e gli attracchi per i traghetti che vanno verso Robben Island, negozi e centri commerciali di lusso. Alla biglietteria per i traghetti ci dicono che è tutto esaurito. L’isola dove personaggi come Nelson Mandela e Robert Sobukwe sono stati imprigionati per decine di anni si è convertita in una destinazione turistica di massa… un piccolo museo fotografico racconta l’apartheid. Certe fotografie degli anni 60-70 sembrano scattate il giorno prima. Le cose sono cambiate meno di quanto ci si racconta.
Nel pomeriggio attraversiamo la penisola del Capo fino a Simon’s Town: la città dei pinguini. Il tragitto in macchina, lungo una strada che cade a strapiombo nell’oceano, da’ qualche brivido. Il tragitto ci porta a bagnarci, prima, nell'oceano atlantico, e poi nell'oceano indiano.
Pasquetta a Cape Town
24 marzo: Finalmente a “Cape Town”! Il centro della Città “the City Bowl” è percorso da larghe strade geometricamente ordinate, tipico delle città fondate nei secoli XV-XVI dai coloni olandesi (New Amsterdam, oggi New York). I palazzi colorati neo-coloniali si mischiano con grattaceli dalle forme e dalle fattezze più differenti. Le strade sono molto animate e i locali hanno un aspetto invitante. E’ la zona dei locali notturni e dei ristoranti. Eppure siamo in Africa e, lungo le strade, ragazzini che chiedono soldi ti seguono per ottenere qualche moneta.
Il cuore della città: Greenmarket, è una piazza quadrata, nella quale si svolge un mercato coloratissimo di artigianato locale. La gente ti sorride, ti ferma, ti invita a visitare il proprio stand.
Pasqua a Vergelegen (far away)
23 marzo: Passeggiando per la regione di Città del Capo: le distese collinose ricoperte di vigne o boschi ricordano più certi paesaggi dell'Europa temperata che le savane e i deserti africani. Ci fermiamo a "Vergelegen" (Far away), una tenuta vinicola che ha l'aspetto di un ranch. Vergelegen fu donata al Governatore del Capo nel 1700. Oggi, è uno dei simboli del rinascimento vinicolo del paese. Andrés Van Rensburg produce vini con l’etichetta “Vergelegen”, ai quali sono stati riconosciuti premi e riconoscimenti internazionali nel 2001 e nel 2003. La tenuta visitabile da parte dei turisti consta di giardini paradisiaci, fontane, una biblioteca, un resto-bar con una terrazza sotto dei limoni.
sabato 5 aprile 2008
La cerimonia fra le montagne
Buongiorno Sud Africa!
Verso le 17:00 ci si muove verso Stellenbosch: la cittadina fondata nel 1685 dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, oggi città viticola e universitaria.
Si arriva ad African Valley Estate: un agriturismo di lusso situato su una collina circondata da vigneti. Immediatamente colpisce la pace e la dolcezza del paesaggio: colline ricoperte da filari ordinati di vigne verdeggianti e, in lontananza, qualche casa che si accende mano a mano che il cielo si ricopre di stelle. La vista dalla terrazza ci toglie il respiro.
Si arriva ad African Valley Estate: un agriturismo di lusso situato su una collina circondata da vigneti. Immediatamente colpisce la pace e la dolcezza del paesaggio: colline ricoperte da filari ordinati di vigne verdeggianti e, in lontananza, qualche casa che si accende mano a mano che il cielo si ricopre di stelle. La vista dalla terrazza ci toglie il respiro.
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